VISITE N.


"Non abbiate paura di riconoscermi" (MATTEO 10,28-32)

Nella Scrittura l'invito a “non avere paura” risuona innumerevoli volte (alcuni sembra le abbiano contate in 365), segno che l'uomo è sempre timoroso e sempre bisognoso di essere incoraggiato nel suo cammino e nel suo operare.
In questo passo di Matteo, Gesù sembra incoraggiare a non temere i nemici che possono togliere la vita fisica, ma a concentrare la nostra attenzione a difenderci dai nemici che hanno la possibilità di far perire non solo la nostra anima ma anche il nostro corpo. Il passo afferma “ha il potere di far perire nella Geenna e l'anima e il corpo”, dunque la persona nella sua interezza.

Riflessione proposta il 3/9/2011 al gruppo "Germoglio di Iesse" in ritiro ad Antillo (Me)